Escursioni di gruppo in montagna: ce la posso fare anche io?

Aggiornato il: mag 31



Da quando ho iniziato a organizzare le escursioni di gruppo in montagna nelle nostre bellissime valli e alpi del Piemonte e della Valle d'Aosta, ho capito subito che la parte più difficile sta nel consigliare alle persone se una gita può o meno fare al caso loro. "Non sono mai andato in montagna, ma cammino" - e meno male - oppure "Sono fermo da un pò di tempo, ma prima andavo a correre due volte a settimana", sono affermazioni difficili da interpretare e di fronte alle quali non è semplice per una guida rispondere consigliando su quale tipologia di gita orientarsi.

Per questo motivo e per fare un pò di chiarezza in merito alle esperienze che organizzo e propongo su questo sito, ho deciso di condividere con tutti voi trekkers, con un pò di esperienza o aspiranti a farne tanta, una serie di informazioni utili per capire se una gita può fare o meno al caso vostro.


Innanzitutto faccio una premessa, che pare scontata, ma il secondo insegnamento che ho avuto da questo lavoro è: mai dare nulla per scontato! Le escursioni in montagna sono una cosa diversa da una passeggiata o escursione in pianura: si cammina in salita per 2,3, anche 4 ore a seconda del grado di difficoltà. Per definire questo grado subentrano poi altri fattori oltre alla distanza e al tempo di percorrenza; si parla infatti di dislivello, anche in rapporto allo sviluppo o lunghezza del percorso, si parla di altitudine a cui si svolge l'escursione, conta la natura del percorso (sentiero con rocce, mulattiera, strada sterrata) e soprattutto entrano in gioco altri fattori a volte imprevidibili sui quali non abbiamo controllo. Sto parlando dei fattori meteo e ambientali. Infine è importante l'allenamento, che è soggettivo: in generale è sempre bene avere un minimo di allenamento fisico prima di fare una gita in montagna, facile che sia.


Per chi non mi conoscesse, è utile sapere che difficilmente troverete tra le mie proposte di escursioni delle semplici passeggiate. Le esperienze che propongo mireranno sempre a farvi conoscere la montagna e l'andare in montagna per farvi uscire dalla vostra comfort zone, alla scoperta di luoghi bellissimi, a volte anche attraverso sentieri meno battuti: per fare questo è necessario faticare un pò ma, come potrebbe confermarvi chi già cammina con me, la fatica è anche lei una parte bella e fondamentale delle esperienze in montagna :).



Ma andiamo per gradi, appunto. La prima classificazione che dovete tenere presente per andare in montagna riguarda i sentieri escursionistici ed è data dal CAI. Non è un'indice della difficoltà in termini di impegno fisico della gita, ma è utile per individuare se un itinerario presenta difficoltà più o meno tecniche. Ecco i vari gradi di difficoltà (fonte CAI).


Sentiero Turistico T Itinerario con percorsi evidenti, su stradine, mulattiere, comodi sentieri generalmente in bassa quota. Solitamente costituiscono l’accesso ad alpeggi e rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. Sentiero Escursionistico E Itinerario che si svolge generalmente su sentieri o su tracce, o anche a quote elevate. A volte possono essere esposti, su pendii erbosi o detritici, su tratti nevosi, con passaggi attrezzati non impegnativi. Richiedono allenamento, senso dell’orientamento e conoscenza della montagna: oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Sentiero per escursionisti esperti EE

Itinerario che comporta singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata, o attraversamento di canaloni nevosi, tratti aerei od esposti, passaggi su terreno infido. Richiedono equipaggiamento e preparazione adeguata, esperienza della montagna, passo sicuro, assenza di vertigini.


Via Ferrata o Attrezzata per Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA)

Itinerario che comporta la progressione utilizzando attrezzature fisse presenti nel percorso (vie ferrate, sentieri attrezzati). Richiedono la perfetta padronanza nell’uso dei dispositivi di auto-assicurazione dinamica. Sono considerate il limite massimo dell’attività escursionistica.


Le escursioni che propongo rientrano quasi tutte nella categoria E, sentiero escursionistico. Potrebbe capitare qualche escursione di tipo EE, ma sarà ovviamente chiaramente specificato.

"Perfetto" direte voi, "ma come faccio comunque a capire se sono preparato fisicamente ad affrontare quel sentiero?". Qui viene il bello, subito dopo la foto di una bellissima gita a Prali.


Escursionisti alla conca dei 13 laghi di Prali

Sul mio sito troverete una classificazione delle gite secondo quattro gradi di difficoltà: Per tutti, Facile, Medio, Impegnativo. Questi tre livelli tengono conto del dislivello positivo (si intende la differenza di quota tra la quota inferiore del punto di partenza e la quota superiore del punto di arrivo) e della distanza o lunghezza del percorso. Per quanto riguarda l'altitudine, verrà comunicata al fine di permettere a chi ne soffre di individuare se un percorso è adatto o meno alle proprie caratteristiche. Per i tempi di percorrenza infine considerate che mediamente un gruppo normale eterogeo sale 300 metri di dislivello positivo all'ora, pause escluse.


Ecco spiegati i gradi di difficoltà delle mie escursioni!


Per tutti Si tratta di escursioni il cui dislivello non supera i 500 metri e/o gli 8 km di distanza. Generalmente è affrontabile da tutti, anche da chi è fermo da un pò.

Livello facile Si tratta di escursioni che presentano un dislivello positivo massimo di 750 metri, comunque compreso tra 500 e 750, e/o una distanza entro i 13 km. Chiunque in buona forma fisica e con allenamento ce la può fare. Anche chi non pratica attività fisica o sportiva da qualche mese può provare ad affrontarla, ma faticherà :).


Livello medio Escursioni il cui dislivello positivo è compreso tra gli 800 e i 1200 metri e/o una distanza compresa entro i 22 km. Bisogna già avere un allenamento alle escursioni in montagna, insomma avere già qualche gita sulle gambe.


Livello impegnativo Escursioni di dislivello positivo oltre i 1200 metri e/o distanze superiori ai 22-23 km. Si tratta di escursioni per un pubblico che ha già fatto almeno 2-3 gite classificate come "medio" in tempi recenti o che comunque frequenta regolarmente i sentieri in montagna.

E cosa significa quando trovo scritto "Medio/facile"? Un'escursione classificata a metà tra due livelli significa che presenta caratteristiche peculiari che per alcuni soggetti possono farla rientrare nel grado medio e per altri farla rimanere comunque nel grado facile. Questo risultato spesso è dato dalla combinazione del valore del dislivello e di quello della distanza. A dislivello costante, poniamo +750 metri (ancora livello facile dunque), una maggiore o minore distanza complessiva possono farlo classificare diversamente. Se la distanza complessiva è, supponiamo, di 9 km significa che lo sviluppo del percorso sarà molto verticale, dunque l'impegno fisico richiesto è maggiore e il livello di difficoltà potrebbe passare a medio/facile. Se la distanza complessiva si aggira sui 13 km, è vero che camminiamo di più, ma con uno sviluppo meno verticale e dunque meno impegnativo per il nostro fisico e la gita potrebbe rimanere classificata come facile. Se la distanza aumentasse ancora ad arrivare per esempio a 22 km, la gita diventerebbe di livello medio.


Come potete aver intuito risiede anche nella sensibilità della guida e nel suo senso di responsabilità indicare una gita con un grado o meno di difficoltà ed è molto importante che prima di dare questa definizione di difficoltà la guida stessa abbia effettuato un sopralluogo o studiato attentamente il percorso, per capire quali altri fattori specifici possano farla classificare con il giusto grado. Per questo andate in gita affidandovi a una guida, non solo perchè vi sappia indicare il percorso, ma perchè sappia anche indicarvi prima quale affrontare. Un'ultima considerazione, per mettere ancora un pò di confusione ;). Esistono infine dei fattori soggettivi che possono influire sulla vostra percezione del grado di difficoltà di un'escursione. Lo stato fisico generale di quel momento, l'allenamento, se avete dormito bene la notte prima o meno, se avete fatto colazione in modo adeguato o meno, se avete bevuto troppo vino la sera prima ecc ecc. Non sottovalutate mai nulla e in caso di dubbio, fate una domanda in più: la guida è lì anche per quello!


E se ci coglie il brutto tempo? Un' escursione anche semplice può diventare impegnativa per via di vento, freddo e maltempo in generale. Ma su questo non preoccupatevi, salvo imprevisti le escursioni in caso di previsioni meteo brutte vengono annullate. E in generale la cosa fondamentale è avere con sè sempre abbigliamento ed equipaggiamento adatti, che vi segnalerò per ogni gita.


Siete pronti ora a lanciarvi in qualche esperienza in montagna insieme a me? La cosa più importante di tutte, oltre a un pò di consapevolezza su ciò a cui andate incontro, è che abbiate voglia di uscire dalla vostra zona di comfort, perchè è l'ingrediente segreto per farvi vivere insieme a me una giornata dalla quale tornerete felici, soddisfatti e rigenerati, anche se stanchi :).


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