Cruzando fronteras: Bolivia

March 23, 2018

 

La frontiera tra Cile e Bolivia di Hito Cajon ha proprio il sapore del viaggio d' avventura. Ci troviamo quasi a 4500 metri, ai piedi del vulcano Licancabur. In mezzo a questo passo c’è una casetta di un piano sgangherata, sulla quale svetta la bandiera della Bolivia. Dentro la casetta un paio di scrivanie sgangherate con due ufficiali altrettanto sgangherati e tozzi, sul muro diverse foto di presidenti boliviani passati e presenti. Tozzi. La struttura è talmente semplice che un mio compagno di viaggio pensava fossero i bagni. I fuoristrada che giungono qui sollevano scie di polvere, che presto svaniscono in un cielo terso con nuvole montate a panna. La vista si perde all'orizzonte tra le montagne e gli altopiani.

 

Dietro la sbarra della frontiera c’è la Bolivia, la mia prossima meta di questo viaggio Into the South. Superata questa, dopo solo qualche centinaio di metri gli occhi si spalancano per lo stupore alla vista della Laguna Bianca. Uno specchio d’acqua salato che grazie ai minerali in esso contenuti riflette le cime innevate che lo circondano. Estasi. Non me lo sarei mai immaginato, ma la giornata continuerà così, una meraviglia dopo l’altra, altopiani e catene montuose dalla terra rossa che sfrecciano fuori dal finestrino della nostra 4x4 per lasciare spazio a steppe dorate. Ci dirigiamo verso un primo salar, poi è il turno dei geyser Sol de Manana che si trovano più in alto del nostro Monte Bianco, poi arriviamo alla Laguna Colorada, di nome e di fatto! Un trionfo di colori, sorvolato dagli ormai immancabili flamencos.

 

Nel secondo giorno le montagne lasciano spazio a formazioni rocciose vulcaniche, canyon e distese coltivate a quinoa, una pianta stupenda che colora la terra di verde, giallo e rosso fino a toccare qualche sfumatura di viola. Visitiamo anche la Laguna Nera; in effetti mancava solo più di questo colore. I lama nel frattempo sono ovunque, vorrei fotograrli tuttii e abbracciarli uno per uno. Le soste nei piccoli villaggi e paesi collegati esclusivamente da strade sterrate rivela subito il carattere di un paese molto più povero del Chile, ancora fortemente legato alle tradizioni. Affascinante e remoto. Il livello di fascino cala lievemente al pranzo e alla cena, dentro catapecchie che in Val d' Aosta non userebbero neanche come stalle: ma è proprio questo il bello, in un viaggio così.

 

La strada per Uyuni è stata di per sè stupenda. Domani sveglia all’alba, andiamo a veder nascere il sole nel salar più grande del mondo, el Salar de Uyuni!

 

Llamas.

 

 

 

 

 

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